Come è la stretta di mano massonica?
La stretta di mano massonica: un rito per 6 milioni di persone
La stretta di mano massonica rappresenta un legame profondo con il passato dei grandi costruttori di cattedrali. Comprendere correttamente come è la stretta di mano massonica protegge lintegrità della tradizione ed evita esecuzioni goffe o errate. La fluidità del movimento distingue il vero appartenente da chi prova a imitare il tocco senza una reale conoscenza rituale.
Che cos'è esattamente la stretta di mano massonica?
La stretta di mano massonica è un segnale rituale di riconoscimento che permette ai membri di identificarsi reciprocamente e di verificare il grado di appartenenza (Apprendista, Compagno o Maestro) senza attirare lattenzione dei non iniziati. Si basa su una pressione specifica del pollice su determinati punti della mano dellinterlocutore, solitamente le nocche o le articolazioni delle dita, variando nella posizione e nellintensità del tocco.
Diciamoci la verità: molti si aspettano qualcosa di cinematografico o plateale. In realtà, è un gesto di una sottigliezza disarmante. La massoneria - e questo spesso delude chi cerca il complotto a tutti i costi - preferisce la discrezione assoluta. Il tocco deve scivolare via come un saluto comune. Nessuno deve accorgersi di nulla. Ma cè un dettaglio che quasi tutti i non iniziati ignorano, un piccolo movimento del polso e una pressione specifica che cambia tutto nel riconoscimento tra i ranghi più elevati. Lo vedremo meglio quando parleremo del tocco del Maestro.
Circa 6 milioni di persone nel mondo utilizzano ancora oggi questi segni di riconoscimento massoni. Nonostante la modernità, il rito resta intatto. Si tratta di una tradizione che risale a secoli fa, quando i muratori operativi avevano bisogno di dimostrare le proprie competenze tecniche per ottenere lavoro nei cantieri delle grandi cattedrali.
La stretta dell'Apprendista: Il primo tocco (Boaz)
Il primo grado della massoneria, quello dellApprendista, prevede una stretta che deve apparire quasi identica a quella di una persona comune. La differenza risiede nella pressione del pollice. In questo grado, il pollice preme con decisione sulla prima nocca dellindice della mano destra dellinterlocutore.
Allinizio delle mie ricerche, pensavo che questa stretta fosse facile da individuare. Mi sbagliavo. Ho provato a simularla con alcuni conoscenti esperti e ho capito che la chiave non è la forza, ma la precisione del punto di contatto. Se premi troppo forte, sembri solo una persona con una stretta di mano aggressiva. Se premi troppo piano, il segnale non passa. È un equilibrio sottile. Questo primo segnale è spesso associato alla parola dordine Boaz, che richiama una delle due colonne del Tempio di Salomone.
Il passaggio al Compagno d'Arte: La stretta del Secondo Grado
Quando un massone passa al grado di Compagno (Fellow Craft), il sistema di riconoscimento diventa leggermente più complesso. In questo caso, la pressione del pollice si sposta dalla prima nocca allo spazio tra la prima e la seconda nocca, oppure direttamente sulla seconda nocca dellindice o del medio, a seconda del rito specifico seguito dalla Loggia.
Questo tocco è più difficile da nascondere rispetto a quello dellapprendista. Richiede un posizionamento della mano più angolato. Molte persone che provano a imitare questo gesto senza averlo appreso ritualmente finiscono per incastrare le dita in modo goffo. La fluidità è tutto. In Italia, dove il Grande Oriente dItalia conta circa 23.000 membri attivi, la precisione in questi gesti è considerata una forma di rispetto verso la tradizione e la serietà dellistituzione.
Il Tocco del Maestro: La "Zampa di Leone" e il segreto svelato
Arriviamo al punto che menzionavo prima: il segnale più profondo. La stretta di mano maestro massone, nota anche come Zampa di Leone o Presa Reale, è la più complessa. Non si limita a una semplice pressione del pollice, ma prevede che la mano afferi saldamente il polso dellaltro, con le dita che premono in punti specifici dellarticolazione.
Ecco il dettaglio critico che cambia tutto: non è solo una stretta, è una presa di sollevamento. Simboleggia la resurrezione o la rinascita spirituale del Maestro. Ricordo di aver letto di un ricercatore che passò mesi a cercare di capire se la presa dovesse essere sul polso o sul palmo. La verità? Dipende dalla variante del rito, ma la sensazione deve essere quella di un sostegno reciproco. È una stretta potente, che comunica solidità e unione indissolubile tra i membri del terzo grado.
Contesto storico: Dal Manoscritto Sloane ai giorni nostri
Lorigine di queste strette non è frutto di fantasie moderne. Esistono prove documentali che risalgono a secoli fa. Uno dei riferimenti più antichi è il Manoscritto Sloane, datato intorno al 1700, che descrive già alcune forme di tocco e parole dordine utilizzate nelle logge inglesi dellepoca.
Il passaggio dalla massoneria operativa (muratori veri e propri) a quella speculativa (intellettuali e nobili) ha trasformato questi segni da strumenti di protezione del mestiere a simboli di un percorso filosofico. Mentre nel 1700 servivano per garantire che un muratore sapesse davvero costruire un arco, oggi servono per garantire che un fratello condivida gli stessi valori etici e morali.
Confronto tra le Strette di Mano per Grado
Le strette variano significativamente man mano che l'iniziato avanza nel proprio percorso all'interno della Loggia.Grado di Apprendista
- Ingresso nel tempio e apprendimento delle basi
- Prima nocca dell'indice della mano destra
- Massima, molto simile a una stretta normale
Grado di Compagno
- Lavoro intellettuale e applicazione delle arti
- Tra la prima e la seconda nocca (o sulla seconda)
- Moderata, richiede una posizione della mano specifica
Grado di Maestro
- Morte simbolica e rinascita spirituale
- Afferrata decisa del polso (Zampa di Leone)
- Bassa, è un gesto molto marcato e rituale
Mentre le prime due strette sono pensate per essere utilizzate potenzialmente in pubblico in modo discreto, la stretta del Maestro è prettamente rituale e simboleggia un legame che va oltre il semplice riconoscimento.Il dubbio di Marco e la prima Loggia a Milano
Marco, un architetto di 35 anni di Milano, era appena stato iniziato come Apprendista. Durante il suo primo incontro fuori dalla Loggia con un membro anziano, si sentì paralizzato dal dubbio: come doveva rispondere al saluto?
Cercò di eseguire la stretta premendo il pollice con troppa forza sulla mano del Fratello. Risultato: Marco fece quasi male all'interlocutore e si sentì profondamente imbarazzato per la sua goffaggine.
Il Fratello anziano, con un sorriso calmo, gli sussurrò che la massoneria non è una gara di forza ma di precisione. Marco realizzò che doveva rilassare il polso e concentrarsi solo sul punto di contatto esatto.
Dopo tre settimane di pratica silenziosa, Marco riuscì a padroneggiare il tocco. Questa piccola vittoria gli diede la fiducia necessaria per sentirsi parte integrante della comunità, capendo che ogni gesto ha un peso etico.
Da Sapere di Più
Come si stringono la mano i massoni se non vogliono farsi scoprire?
Utilizzano varianti molto leggere dei tocchi rituali durante una normale stretta di mano. Spesso si tratta di una pressione del pollice che dura solo una frazione di secondo, rendendola invisibile a chiunque stia guardando dall'esterno.
Posso usare queste strette se non sono un massone?
Tecnicamente sì, ma non avrebbe senso. Senza la conoscenza del rituale, del contesto e delle parole d'ordine associate, il gesto perderebbe ogni valore. Inoltre, i massoni esperti riconoscono subito chi sta fingendo dalla mancanza di fluidità nel gesto.
Le strette di mano sono uguali in tutto il mondo?
Esistono piccole varianti regionali o legate a diversi riti (come il Rito Scozzese o quello di York), ma i principi fondamentali della pressione sulle nocche rimangono costanti ovunque.
Conoscenze da Portare Via
Variazione per gradoLa stretta non è unica, ma si evolve con il progresso del membro dal grado di Apprendista a quello di Maestro.
Il ruolo del polliceLa posizione del pollice sulle nocche dell'interlocutore è l'elemento chiave per il riconoscimento reciproco.
Discrezione sopra ogni cosaIl gesto è progettato per essere scambiato in pubblico senza destare sospetti nei non iniziati.
Radici storiche profondeLe tecniche di riconoscimento risalgono a documenti del 1730 e hanno radici nell'edilizia medievale.
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