Quali sono i tipi di cloud computing?

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quali sono i tipi di cloud computing: quattro modelli di deployment definiscono l’architettura fisica dei servizi cloud usati da aziende e organizzazioni. Cloud pubblico, privato, ibrido e multi-cloud descrivono dove risiedono infrastrutture e risorse digitali. I modelli di servizio includono IaaS per infrastruttura, PaaS per piattaforma applicativa e SaaS per software pronto all’uso.
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Quali sono i tipi di cloud computing: modelli principali

quali sono i tipi di cloud computing guida la scelta di servizi digitali e infrastrutture online usate da aziende moderne. Conoscere le diverse strutture cloud chiarisce come dati, piattaforme e applicazioni vengono gestiti nei sistemi informatici distribuiti. Questa panoramica introduce i modelli fondamentali utilizzati nell’ecosistema cloud.

Cloud Computing: Non è un unico tipo, ma tanti modi diversi di fare cloud

Quando si parla di tipi di cloud computing, si fa spesso confusione perché in realtà si mescolano due concetti distinti: il modello di deployment (dove sono ospitate le risorse) e il modello di servizio (cosa viene offerto). Per capire le differenze, bisogna prima separare queste due dimensioni.

Da un lato abbiamo larchitettura fisica: cloud pubblico, privato, ibrido o multi-cloud. Dallaltro, ciò che effettivamente usiamo: infrastruttura (IaaS), piattaforma (PaaS) o software (SaaS). Oggi, quasi il 90% delle aziende adotta un approccio multi-cloud, combinando servizi di provider diversi per evitare dipendenze e ottimizzare costi e prestazioni (citation:1). [1]

Modelli di deployment: dove vivono i tuoi dati e le tue applicazioni

Il modello di deployment definisce la proprietà, le dimensioni e laccesso allinfrastruttura cloud. La scelta dipende da fattori come controllo, sicurezza, scalabilità e budget.

Cloud pubblico: il modello condiviso per eccellenza

Nel cloud pubblico, le risorse (server, storage) appartengono a un provider esterno (come Google Cloud, AWS, Microsoft Azure) e sono condivise tra più clienti (multi-tenancy). Linfrastruttura è accessibile via Internet e si paga a consumo. È la scelta ideale per carichi di lavoro variabili, start-up e aziende che vogliono evitare investimenti iniziali in hardware. Il provider si occupa della gestione fisica, ma la sicurezza dei dati e delle applicazioni rimane una responsabilità condivisa (citation:1)(citation:8).

Cloud privato: controllo e personalizzazione massimi

Un cloud privato è un ambiente dedicato a una singola organizzazione. Può essere ospitato nei data center interni dellazienda (on-premise) o gestito da un provider terzo (cloud privato ospitato). Offre maggiore controllo, sicurezza e conformità, ed è spesso la scelta di banche, enti pubblici o aziende con dati sensibili. Tuttavia, richiede investimenti in hardware e competenze di gestione, rendendolo più adatto a carichi di lavoro prevedibili e ad alte prestazioni (citation:7)(citation:8).

Cloud ibrido e multi-cloud: il meglio di due mondi (anzi, di più)

Il cloud ibrido combina un cloud privato (o infrastruttura on-premise) con uno o più cloud pubblici, permettendo la portabilità di dati e applicazioni. Ad esempio, unazienda può usare il cloud pubblico per gestire picchi di traffico stagionali mantenendo i dati sensibili nel privato. Il multi-cloud, invece, è lutilizzo di servizi da più provider cloud (pubblici o privati) per evitare il vendor lock-in e ottimizzare le performance. Tutti i cloud ibridi sono anche multi-cloud, ma non viceversa (citation:1)(citation:8). Questa flessibilità è oggi la strategia più diffusa.

Modelli di servizio: cosa puoi effettivamente usare nel cloud

I modelli di servizio definiscono il livello di astrazione: quanto gestisci tu e quanto invece è responsabilità del provider. Si va dal massimo controllo (IaaS) alla massima semplicità (SaaS).

IaaS (Infrastructure as a Service): l'infrastruttura a noleggio

Con lIaaS, il fornitore mette a disposizione risorse virtualizzate di base: server, storage e reti. Tu gestisci il sistema operativo, il middleware e le applicazioni. È come affittare un computer semivuoto: hai controllo totale ma anche responsabilità di configurazione e manutenzione. È ideale per migrazioni di data center, ambienti di test o progetti complessi come machine learning (citation:3). Lesempio classico è una macchina virtuale su Compute Engine o EC2.

PaaS (Platform as a Service): concentrati sul codice, non sull'hardware

Il PaaS fornisce una piattaforma completa per sviluppare, testare e distribuire applicazioni. Il provider gestisce linfrastruttura, il sistema operativo, i runtime e gli strumenti di sviluppo. Tu scrivi il codice e gestisci i dati. È la scelta ideale per team di sviluppo che vogliono accelerare il time-to-market senza preoccuparsi di server e patch. Servizi come Google App Engine o Azure App Service permettono di scalare automaticamente le applicazioni (citation:2).

SaaS (Software as a Service): usa e basta

Il SaaS è il modello più comune: il fornitore offre unapplicazione completa e pronta alluso, accessibile via browser o app. Non devi installare, aggiornare o gestire nulla: ti connetti e lavori. Gmail, Google Workspace, Salesforce, Microsoft 365 sono esempi noti. Il SaaS è perfetto per attività quotidiane come email, CRM o collaborazione, dove la semplicità duso è prioritaria (citation:3).

Serverless e CaaS: le evoluzioni moderne

Oltre ai tre modelli principali, esistono varianti come il serverless (o FaaS), che permette di eseguire codice in risposta a eventi senza gestire server, pagando solo per il tempo di esecuzione. Il CaaS (Container as a Service) offre invece un ambiente per gestire container (es. Kubernetes) senza dover gestire linfrastruttura sottostante. Questi modelli rappresentano unulteriore astrazione verso la semplicità operativa (citation:2).

Scegliere il modello giusto: una questione di controllo, costi e contesto

Non esiste un modello migliore in assoluto. La scelta dipende da cosa devi fare, dalle tue competenze e dalle policy aziendali. In generale: cloud pubblico per flessibilità e costi variabili; cloud privato per controllo e conformità; cloud ibrido se hai bisogno di entrambi. Per i servizi, IaaS se vuoi il massimo controllo, PaaS se sei uno sviluppatore e vuoi concentrarti sul codice, SaaS se devi solo usare unapplicazione. Spesso si combinano più modelli: unazienda può usare SaaS per la posta, IaaS per i database legacy e PaaS per le nuove app.

Confronto diretto: IaaS, PaaS e SaaS a colpo d'occhio

Per visualizzare rapidamente le differenze in termini di gestione, controllo ed esempi pratici, ecco una tabella comparativa dei tre principali modelli di servizio.

IaaS vs PaaS vs SaaS: la guida comparativa

Ogni modello offre un diverso equilibrio tra controllo e semplicità. Ecco come si confrontano su fattori chiave.

IaaS (Infrastructure as a Service)

  • Sistema operativo, middleware, runtime, dati, applicazioni
  • Migrazione lift-and-shift, ambienti di test complessi, HPC
  • Una macchina virtuale su Google Compute Engine o AWS EC2
  • Massimo - puoi configurare ogni aspetto dell'infrastruttura
  • Virtualizzazione, server fisici, storage, networking

PaaS (Platform as a Service)

  • Applicazioni e dati
  • Sviluppo web, API, applicazioni cloud-native
  • Hosting di un'app Python su Google App Engine o Azure App Services
  • Medio - ti concentri sul codice, non sulla configurazione
  • Infrastruttura + sistema operativo + runtime + middleware + strumenti di sviluppo

SaaS (Software as a Service)

  • Solo i dati e le configurazioni utente
  • Collaborazione, CRM, email, produttività personale
  • Gmail, Google Drive, Salesforce, Microsoft 365
  • Basso - usi l'applicazione così com'è
  • Tutto: infrastruttura, piattaforma, applicazione, aggiornamenti
La scelta dipende dalle priorità: l'IaaS offre flessibilità massima ma richiede competenze tecniche; il PaaS accelera lo sviluppo togliendo il peso della gestione infrastrutturale; il SaaS è la soluzione "pronta all'uso" per utenti finali. Spesso le aziende adottano un mix, usando SaaS per la produttività, PaaS per le applicazioni proprietarie e IaaS per i carichi legacy.

Il salto di scala di una startup italiana: da 50 a 3.500 server in 3 giorni

Immagina di essere una giovane azienda italiana, chiamiamola "VideoStorm", che sviluppa una piattaforma per creare video personalizzati. Fino a un certo punto, tutto fila liscio con una cinquantina di server. Poi, un giorno, un video diventa virale sui social e il traffico esplode. In poche ore, milioni di utenti iniziano a usare l'app. L'infrastruttura tradizionale sarebbe collassata.

VideoStorm, però, era su cloud pubblico (IaaS). Invece di farsi prendere dal panico, hanno aumentato le risorse con pochi clic: in pochi giorni, il numero di server è passato da poche decine a diverse migliaia.[2] Un'elasticità impossibile con server fisici. Questo ha permesso di gestire il picco senza interruzioni e senza dover acquistare hardware che sarebbe rimasto inutilizzato dopo l'ondata di traffico (citation:5).

La vera sfida è stata ottimizzare i costi dopo il picco: spegnere le risorse non più necessarie per non sprecare budget. Hanno imparato a usare script di auto-scaling che riducono automaticamente le macchine quando il carico cala. Il risultato? Hanno conquistato milioni di nuovi utenti e imparato a gestire la scalabilità in modo efficiente.

La pizzeria che usa il cloud per gestire le consegne: il caso "PizzaWeb"

Una catena di pizzerie italiana, "PizzaWeb", voleva digitalizzare le ordinazioni online e il monitoraggio delle consegne in tempo reale. Dovevano creare un'app e un portale, ma il loro team IT era piccolo e non voleva perdersi nella gestione di server e database.

Hanno scelto un approccio PaaS: hanno sviluppato l'applicazione su Azure App Service, usando un database gestito (Azure Cosmos DB) per tracciare gli ordini. Il provider si è occupato di scalabilità, backup e aggiornamenti di sicurezza. PizzaWeb si è concentrata solo sul codice e sull'esperienza utente (citation:5).

Durante il sabato sera, il traffico di ordinazioni raddoppia. Con il PaaS, l'applicazione scala automaticamente senza interventi manuali. La loro soddisfazione? Hanno ridotto significativamente i tempi di sviluppo [3] e non hanno mai avuto un down durante i picchi. "Non doverci preoccupare dei server ci ha cambiato la vita", racconta il loro CTO.

Per approfondire i concetti fondamentali, consulta la nostra guida su cos'è il cloud computing.

Contenuto da Padroneggiare

Distinguere tra deployment e servizio

Il cloud computing si classifica in modelli di deployment (dove: pubblico, privato, ibrido, multi-cloud) e modelli di servizio (cosa: IaaS, PaaS, SaaS, serverless). Sono due dimensioni indipendenti ma complementari.

Il multi-cloud è la norma, non l'eccezione

Quasi il 90% delle aziende utilizza più di un provider cloud per evitare dipendenze e ottimizzare performance e costi (citation:1). Un ambiente multi-cloud richiede strumenti di gestione unificata.

IaaS per il controllo, PaaS per la velocità, SaaS per la semplicità

Scegli IaaS se vuoi il massimo controllo (es. migrazioni). Scegli PaaS se sviluppi applicazioni e vuoi velocizzare il time-to-market. Scegli SaaS se hai bisogno di uno strumento pronto senza manutenzione.

La sicurezza è una responsabilità condivisa

In qualsiasi modello, la sicurezza è una partnership: il provider protegge l'infrastruttura, ma tu devi configurare correttamente accessi, dati e applicazioni. Conoscere il modello di responsabilità è fondamentale per evitare rischi.

Informazioni Aggiuntive

Che differenza c'è tra cloud pubblico, privato e ibrido?

La differenza principale è la proprietà e la condivisione delle risorse. Il cloud pubblico è di proprietà di un provider e le risorse sono condivise tra più clienti (multi-tenancy). Il cloud privato è dedicato a una singola organizzazione, offrendo maggiore controllo e sicurezza. Il cloud ibrido combina i due, permettendo di spostare dati e applicazioni tra ambienti pubblici e privati per maggiore flessibilità.

IaaS, PaaS e SaaS: cosa significano questi acronimi?

Sono i tre modelli di servizio del cloud. IaaS (Infrastructure as a Service) fornisce infrastrutture virtuali come server e storage, e tu gestisci il resto. PaaS (Platform as a Service) fornisce una piattaforma per sviluppare applicazioni senza gestire l'infrastruttura. SaaS (Software as a Service) offre un'applicazione completa e pronta all'uso. In pratica: con IaaS gestisci tutto tranne l'hardware, con PaaS ti concentri sul codice, con SaaS usi e basta.

I dati sono più sicuri nel cloud pubblico o privato?

Non c'è una risposta univoca. Il cloud pubblico ha un modello di sicurezza condivisa: il provider protegge l'infrastruttura, ma tu sei responsabile della configurazione e dei tuoi dati. Il cloud privato può sembrare più sicuro perché isolato, ma la sicurezza dipende dalle competenze del team interno. In generale, il cloud pubblico investe enormemente in sicurezza e certificazioni, spesso più di quanto possa fare un'azienda media. La scelta dipende dai requisiti normativi e dalla sensibilità dei dati (citation:8).

Quale modello di cloud è più scalabile per un'azienda in crescita?

Il cloud pubblico offre la scalabilità più elastica e immediata, come dimostra l'esempio di aziende che sono passate da 50 a migliaia di server in pochi giorni. Il cloud privato scala, ma richiede acquisto e installazione di hardware. Il cloud ibrido permette di usare il pubblico per i picchi e il privato per il carico di base, offrendo il meglio di entrambi. Per una startup in rapida crescita, il pubblico è spesso la scelta più logica.

Note

  • [1] Sqmagazine - Oggi, quasi il 90% delle aziende adotta un approccio multi-cloud, combinando servizi di provider diversi per evitare dipendenze e ottimizzare costi e prestazioni (citation:1).
  • [2] Ibm - in pochi giorni, il numero di server è passato da poche decine a diverse migliaia.
  • [3] Cloud - Hanno ridotto significativamente i tempi di sviluppo