Che insetto uccide le api?

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Per capire che insetto uccide le api occorre guardare a questi predatori principali: Vespa velutina: cattura le api cariche di polline all'ingresso degli alveari Vespa orientalis: presente dal 2018, agisce come vettore di patogeni virali multipli Senotainia tricuspis: deposita larve che impediscono il volo dell'ape.
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Che insetto uccide le api? Velutina vs Orientalis

Identificare correttamente che insetto uccide le api risulta fondamentale per proteggere la biodiversità e gli alveari. Questi predatori invasivi causano gravi danni economici e sanitari, indebolendo le colonie fino alla morte. Comprendere le loro tattiche di caccia aiuta gli apicoltori a prevenire lo spopolamento delle famiglie e a salvaguardare la produzione.

Quali sono i principali insetti che uccidono le api in Italia?

La risposta breve: i killer più temuti delle api in Italia sono la Vespa velutina (calabrone asiatico dalle zampe gialle) e la Vespa orientalis (calabrone orientale). Questi predatori sono vere e proprie macchine da guerra che assediano gli alveari, decapitano le api bottinatrici e possono portare al collasso dellintera colonia. Ma non sono gli unici: esiste anche un parassita meno conosciuto, la mosca Senotainia tricuspis, che uccide le api dallinterno.

Vespa velutina: il calabrone asiatico dalle zampe gialle

La Vespa velutina è originaria del Sud-Est asiatico ed è arrivata in Europa nel 2004, probabilmente con materiali importati(citation:5). In Italia, il primo avvistamento risale al 2008 in Lunigiana (Massa Carrara), e [2] da lì si è progressivamente diffusa in molte regioni(citation:6). Oggi la situazione è talmente grave che gli esperti la definiscono compromessa, impossibile da sradicare(citation:5).

La sua tattica di caccia è spietata: i calabroni pattugliano lingresso degli alveari, catturano le api bottinatrici cariche di polline, le uccidono e le portano al proprio nido per nutrire le larve(citation:6). Le api, terrorizzate, smettono di uscire, la colonia si indebolisce e alla fine muore(citation:2).

Riconoscerla è semplice: è più scura del calabrone comune, ma il tratto distintivo sono le caratteristiche zampe gialle - da cui il nome calabrone dalle zampe gialle(citation:2). I suoi nidi possono raggiungere dimensioni impressionanti, fino a un metro di diametro, [4] e si trovano generalmente sugli alberi o sotto i tetti(citation:5). La diffusione è rapida: gli apicoltori ticinesi, al confine con lItalia, temono che entro la fine dellanno i primi esemplari possano varcare il confine, e le autorità svizzere hanno già attivato canali di segnalazione dedicati ([email protected])(citation:2).

Vespa orientalis: il calabrone rosso che avanza

La vespa orientalis danni api è un altro predatore feroce, presente storicamente in Sicilia e diffusosi poi in Calabria, Campania, Lazio e, più recentemente, in Toscana, Sardegna, Liguria e Friuli Venezia Giulia(citation:8). È riconoscibile per il colore rossiccio del corpo e rappresenta una minaccia su più fronti. Oltre a predare le api per nutrire le larve, danneggia direttamente i frutti maturi per procurarsi le sostanze zuccherine di cui si nutrono gli adulti(citation:3). Nel 2025 è stato rinvenuto il primo nido in Toscana, allinterno di una parete esterna di unabitazione a Lucca, a unaltezza di 3-4 metri(citation:3).

Ma cè di più: uno studio dellIstituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie ha scoperto che V. orientalis può essere un potenziale vettore di patogeni per le api e persino per luomo(citation:8). Le analisi hanno rilevato infezioni virali multiple (da 2 a 5 virus contemporaneamente) in tutti i calabroni catturati nellarea di Trieste, dove [5] la specie è presente dal 2018. I batteri identificati possono causare infezioni nelluomo, rendendo la puntura di questo calabrone un doppio rischio(citation:8).

Senotainia tricuspis: la mosca parassita meno conosciuta

Non solo vespe e calabroni. Esiste un insetto che molti apicoltori sottovalutano perché sembra una comune mosca domestica: Senotainia tricuspis. Questo parassitoide è originario dellarea euroasiatica ed è presente in Italia da sempre, ma è poco conosciuto proprio perché difficile da individuare(citation:1). Le femmine gravide si posizionano sul tetto dellarnia, aspettano unape bottinatrice e, in un sesto di secondo, le depositano una larvetta sul torace. La larva penetra nel corpo dellape, si nutre dei muscoli alari e, quando lape muore, esce praticando un largo foro nel torace per impuparsi nel terreno(citation:1).

Il danno è subdolo: le api colpite non riescono più a volare (sintomo tipico è la cosiddetta ali a K), e lalveare si spopola gradualmente pur avendo una regina attiva e covata sana. Una femmina di Senotainia può avere fino a 600 larvette, e alcune decine di mosche possono causare danni pesanti(c[3] itation:1). Gli attacchi si concentrano in estate, e sono stati documentati casi gravi in Toscana, Calabria e Sardegna, specialmente nelle zone costiere.

Qual è la differenza tra il calabrone comune e quello asiatico?

Una delle preoccupazioni più comuni è la differenza tra calabrone comune e asiatico. La distinzione è cruciale perché il calabrone comune non deve essere ucciso - è una specie protetta che svolge un ruolo nellecosistema, anche se preda le api. La Vespa crabro, infatti, preferisce cacciare altri insetti e le api europee hanno imparato a difendersi meglio da questo predatore storico(citation:9). Ecco una tabella comparativa per riconoscerli a colpo docchio.

Il problema del riconoscimento è talmente serio che un recente studio scientifico ha sviluppato un metodo basato sullanalisi chimica dei nidi abbandonati: sono state identificate molecole uniche presenti solo nei nidi di V. velutina e altre esclusive di V. crabro, per evitare falsi allarmismi(citation:4). La popolazione può aiutare segnalando gli avvistamenti con foto e video alle autorità competenti.

Cosa fare se trovo un nido di calabroni vicino a casa mia?

La tentazione di intervenire in autonomia è forte, ma è la scelta più pericolosa. I calabroni, specialmente le specie invasive, sono estremamente territoriali e se si sentono minacciati attaccano in gruppo. Le punture multiple possono essere letali, anche per chi non è allergico(citation:5). Ecco cosa devi fare, passo dopo passo.

Prima regola: non avvicinarti, non colpire il nido, non usare acqua o prodotti fai-da-te. Allontanati con calma, senza correre o agitare le braccia. Se possibile, osserva da lontano annotando altezza, dimensione approssimativa e posizione esatta del nido. Poi contatta immediatamente i professionisti per la difesa api dai calabroni: se il nido è in area pubblica, chiama il Comune o i Vigili del Fuoco; se è in proprietà privata, rivolgiti a una ditta specializzata in disinfestazione(citation:5). In molte regioni esistono canali specifici per la segnalazione della vespa velutina, come lindirizzo email [email protected] in Svizzera o i tecnici di Aspromiele in Piemonte(citation:2)(citation:7).

Un caso esemplare è accaduto a Lucca nel 2025, quando un cittadino ha segnalato un nido di Vespa orientalis dentro una parete esterna di unabitazione. I tecnici del Gruppo Garfagnana Vespa Velutina sono intervenuti tempestivamente, hanno neutralizzato il nido con gli strumenti adeguati e hanno evitato che la colonia si espandesse ulteriormente(citation:3). La lezione è chiara: la collaborazione dei cittadini è fondamentale, ma lintervento deve essere lasciato ai professionisti.

Quali danni causano questi insetti all'apicoltura e all'ecosistema?

Limpatto è devastante su tre livelli: economico, ecologico e sulla salute pubblica. Per lapicoltura, la riduzione della produzione di miele può arrivare fino al 30-50% in aree fortemente infestate da[6] Vespa velutina, con perdite economiche pesanti per gli apicoltori(citation:2). Le api, terrorizzate, smettono di raccogliere nettare e polline, indebolendosi fino a morire. Ma il problema non riguarda solo il miele: le api sono i principali impollinatori di frutteti, vigneti e colture orticole. Senza api, la frutticoltura e la viticoltura rischiano perdite sostanziali(citation:2).

A livello ecologico, la vespa velutina vs api modifica gli ecosistemi e riduce la biodiversità, spiazzando le specie autoctone(citation:7). Uno studio ha dimostrato che le preferenze alimentari dei due calabroni (asiatico ed europeo) si sovrappongono in larga misura, con una marcata preferenza per le api rispetto ad altre prede(ci[7] tation:9). Questo significa competizione diretta e, dato che la velutina è più aggressiva e prolifica, il calabrone europeo rischia di essere messo in difficoltà. Inoltre, come abbiamo visto, V. orientalis può veicolare batteri patogeni per luomo, trasformando un problema agricolo in un rischio sanitario(citation:8).

Confronto tra i principali predatori delle api in Italia

Ecco una tabella riassuntiva per distinguere i tre principali nemici delle api, con le loro caratteristiche e i rischi specifici.

Vespa velutina (Calabrone asiatico)

Originaria del Sud-Est asiatico. In Italia dal 2008, ora diffusa in molte regioni (Toscana, Piemonte, Liguria).

Altissima. Assedia gli alveari, blocca le uscite, stermina le bottinatrici. Può ridurre la produzione di miele fino al 50%.

Elevata se il nido viene disturbato. Attacca in gruppo, punture multiple potenzialmente letali.

Corpo scuro, quasi nero, con zampe posteriori di colore giallo vivo. Più piccola del calabrone europeo.

Forma sferica o a pera, fino a 1 metro di diametro, in alto sugli alberi o sotto i tetti.

Vespa orientalis (Calabrone orientale)

Originaria del Mediterraneo sudorientale. Storicamente in Sicilia, ora in espansione in centro-nord (Toscana, Liguria, Friuli).

Altissima. Preda le api per nutrire le larve, danneggia i frutti maturi e può veicolare virus e batteri agli alveari.

Molto alta. Puntura dolorosa, può veicolare batteri patogeni. Attacca in gruppo se il nido è minacciato.

Corpo rossiccio/marrone con bande gialle sull'addome. Dimensioni simili alla velutina.

Costruito sottoterra o in cavità di muri, alberi e abitazioni (come avvenuto a Lucca).

Senotainia tricuspis (Mosca parassita)

Specie autoctona euroasiatica. Presente in tutta Italia, ma poco conosciuta.

Subdola ma grave. Le larve mangiano i muscoli alari dall'interno, paralizzando e uccidendo le api. Spopolamento lento.

Nulla. La mosca non punge e non è attratta dall'uomo.

Sembra una comune mosca domestica. Riconoscibile da una banda bianca tra gli occhi rossastri.

Non costruisce nidi. Le femmine depongono larve vive direttamente sul torace delle api bottinatrici in volo.

In sintesi, mentre la Vespa velutina e la Vespa orientalis sono predatori diretti che attaccano fisicamente le api, la Senotainia tricuspis agisce in modo subdolo come parassita interno. Tutti e tre causano danni significativi agli alveari, ma i primi due rappresentano anche un rischio per la salute umana e sono oggetto di piani di monitoraggio e contenimento da parte delle autorità.

Luca, apicoltore in Lunigiana: la battaglia contro la velutina

Luca, 45 anni, gestisce 50 arnie in provincia di Massa Carrara, una zona nota per il miele Dop della Lunigiana. Nel 2019 ha iniziato a notare qualcosa di strano: le api uscivano meno, i raccolti crollavano e davanti agli alveari trovava file di api decapitate. La produzione di miele è scesa del 40% in due stagioni.

All'inizio Luca pensava a una malattia, ma poi ha visto i predatori: calabroni dalle zampe gialle stazionavano davanti all'arnia come sentinelle, catturando le api al volo. La situazione era così grave che ha pensato di abbandonare l'apicoltura. La sua prima reazione è stata cercare soluzioni fai-da-te, ma ha capito subito che non poteva risolvere da solo.

Il momento di svolta è arrivato quando ha partecipato a un corso formativo organizzato da Coldiretti e ha imparato a installare trappole per la cattura delle regine in primavera. Ha anche segnalato un nido gigante su un pino ad alta quota, che i vigili del fuoco hanno rimosso con una piattaforma aerea.

Oggi Luca ha ridotto le perdite: la produzione è risalita, anche se non ai livelli pre-velutina. La sua lezione? "Non si vince da soli. Segnalare, collaborare con le associazioni e usare le trappole nel periodo giusto fa la differenza. Ma la velutina è qui per restare, dobbiamo imparare a conviverci."

Domande Supplementari

Come faccio a capire se è un calabrone asiatico o un calabrone comune?

Osserva le zampe: la Vespa velutina ha le zampe posteriori di colore giallo vivo, mentre il calabrone comune (Vespa crabro) le ha scure. Inoltre la velutina è più scura sul corpo e leggermente più piccola. Se hai un dubbio, scatta una foto e inviala alle autorità competenti invece di ucciderlo.

Le api possono difendersi da sole dai calabroni?

Parzialmente. Le api europee hanno sviluppato strategie di difesa contro il calabrone comune, come il "balling" (circondare il predatore per surriscaldarlo). Ma contro la Vespa velutina, che è più aggressiva e non conoscono, le difese sono inefficaci. Per questo la specie invasiva è così devastante.

Cosa fare se vengo punto da un calabrone asiatico?

Lava la zona con acqua e sapone, applica del ghiaccio per ridurre il gonfiore e assumi un antistaminico se necessario. Se hai difficoltà respiratorie, gonfiore al viso o alla gola, vertigini o nausea, chiama subito il 112 o il 118: potresti essere allergico e la puntura potrebbe causare uno shock anafilattico.

È vero che i calabroni uccidono le api anche per nutrire i loro piccoli?

Sì, è corretto. I calabroni adulti si nutrono di sostanze zuccherine (nettare, frutta), ma le loro larve hanno bisogno di proteine. Per questo predano le api, le masticano e le trasformano in una "polpetta" proteica da portare al nido. Una colonia di calabroni può consumare chili di api in una stagione.

Le trappole per calabroni sono efficaci?

Sì, ma solo se usate correttamente e nel periodo giusto (primavera, per catturare le regine fondatrici). Le trappole fai-da-te possono catturare anche api e altri insetti utili. Meglio affidarsi ai modelli selettivi consigliati dagli apicoltori esperti o dalle associazioni di categoria.

Valutazione Finale

I due killer principali sono Vespa velutina e Vespa orientalis

Il calabrone asiatico dalle zampe gialle e il calabrone orientale sono i predatori più pericolosi per le api in Italia. Entrambi sono specie invasive in espansione e richiedono monitoraggio costante.

Non uccidere il calabrone comune

La Vespa crabro è autoctona e non va confusa con le specie aliene. Impara a riconoscere le zampe gialle della velutina prima di intervenire.

Segnala, non agire da solo

Se trovi un nido, allontanati e contatta i professionisti (Comune, Vigili del Fuoco, ditte specializzate). Non tentare mai di rimuoverlo con mezzi fai-da-te.

La minaccia nascosta: la mosca Senotainia

Non solo calabroni. Questa mosca parassita depone larve sulle api in volo, uccidendole dall'interno. È poco conosciuta ma può causare spopolamenti silenziosi negli alveari.

Proteggere le api significa proteggere l'agricoltura

Le api sono impollinatrici essenziali per frutteti, vigneti e ortaggi. La perdita degli alveari a causa dei predatori ha conseguenze economiche pesanti su tutta la filiera alimentare.

Fonti di Informazione

  • [2] Gonews - In Italia, il primo avvistamento risale al 2008 in Lunigiana (Massa Carrara).
  • [3] Agronotizie - Una femmina di Senotainia può avere fino a 600 larvette, e alcune decine di mosche possono causare danni pesanti.
  • [4] Kraugh - I nidi di Vespa velutina possono raggiungere dimensioni impressionanti, fino a un metro di diametro.
  • [5] Izsvenezie - Le analisi hanno rilevato infezioni virali multiple (da 2 a 5 virus contemporaneamente) in tutti i calabroni catturati nell'area di Trieste.
  • [6] Askanews - La riduzione della produzione di miele può arrivare fino al 50% in aree fortemente infestate.
  • [7] Naturachevale - Uno studio ha dimostrato che le preferenze alimentari dei due calabroni (asiatico ed europeo) si sovrappongono in larga misura, con una marcata preferenza per le api rispetto ad altre prede.