Che significa questo?

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Il termine 'che significa questo' deriva dal latino volgare eccum istum, traducibile letteralmente come ecco costui. Questa espressione richiama l’attenzione su qualcosa di immediato e vicino nel contesto comunicativo attuale. Secondo analisi linguistiche, rientra stabilmente tra le cinquanta parole più utilizzate nel lessico comune italiano a testimonianza della sua centralità quotidiana.
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Che significa questo? Origine latina e uso comune

La domanda Che significa questo? chiede il significato di qualcosa di vicino. Questo è un dimostrativo che indica vicinanza spaziale, temporale o discorsiva a chi parla, derivante dal latino eccum istum.

Che significa questo: una definizione completa

In italiano, la parola questo è un aggettivo o pronome dimostrativo fondamentale che indica una persona, un animale o una cosa vicina a chi parla. Questa vicinanza può essere fisica, temporale o legata alla logica di un discorso già avviato.

Cè però un errore sottile che quasi tutti i principianti - e persino molti madrelingua - commettono quando usano questo termine in contesti formali. Lo svelerò nella sezione dedicata alle sfumature grammaticali più avanti. Fondamentalmente, il termine serve a distinguere ciò che è qui rispetto a ciò che è lì, agendo come un vero e proprio puntatore linguistico.

Origine ed evoluzione della parola

L'etimologia di questa parola risale al latino volgare eccum istum, che letteralmente significa ecco costui. Nel corso dei secoli, questa espressione si è fusa fino a diventare il termine che usiamo oggi, mantenendo intatta la sua funzione di richiamare lattenzione su qualcosa di immediato. Analisi linguistiche suggeriscono che questo rientri stabilmente tra le 50 parole più utilizzate nel lessico comune italiano, a[1] testimonianza della sua centralità nella comunicazione quotidiana.

Nelle mie prime esperienze di studio linguistico, mi affascinava come una parola così breve potesse racchiudere un concetto spaziale così preciso. Tuttavia, la sua semplicità è ingannevole. Non si tratta solo di spazio. Si tratta di presenza mentale. Quando diciamo questo pensiero, stiamo portando unidea astratta proprio davanti ai nostri occhi.

Le tre dimensioni della vicinanza

Per capire appieno come usare questa parola, bisogna guardare oltre la semplice definizione da dizionario. Essa opera su tre livelli distinti: spaziale, temporale e discorsivo. Ognuno di questi ha regole non scritte che guidano la nostra percezione.

Vicinanza nello spazio e nel tempo

A livello spaziale, usiamo questo per indicare ciò che è a portata di mano o entro un raggio dazione immediato. Se puoi toccarlo, è quasi certamente un questo. Nel tempo, invece, si riferisce al presente o a un passato/futuro molto prossimo. Dire questestate mentre siamo a luglio è naturale; dirlo a dicembre richiede un contesto più specifico.

In realtà, la percezione della vicinanza è soggettiva. Ho visto persone litigare per stabilire se un oggetto a due metri di distanza fosse un questo o un quello. Dipende tutto dal punto di riferimento. La percezione della distanza tra chi parla e chi ascolta[2] può generare incomprensioni spaziali.

Vicinanza nel discorso (Deissi)

Questo è luso più astratto. Quando scriviamo o parliamo, usiamo questo per riferirci a qualcosa che abbiamo appena menzionato o che stiamo per dire. Ad esempio: Ho un segreto: questo non dirlo a nessuno. Qui, la parola agisce come un ponte logico. Aiuta il cervello a mantenere il filo senza dover ripetere interi concetti in contesti narrativi complessi. [3]

Aggettivo o pronome: come non confondersi

La distinzione tra aggettivo e pronome è dove molti inciampano. Se accompagna un nome (questo libro), è un aggettivo. Se lo sostituisce (prendi questo), è un pronome. Sembra facile, vero? Non lo è affatto quando si parla velocemente.

Ricordo ancora quando, durante una presentazione importante, continuavo a usare questo come pronome senza mai chiarire a quale oggetto mi riferissi. Il pubblico era confuso. Ho imparato a mie spese che il valore neutro di questo (che significa ciò) deve essere usato con estrema cautela. Se abusato, rende il discorso vago e poco professionale.

Inoltre, esiste la forma tronca quest usata davanti a vocale. Sebbene sia facoltativa in molti casi, la sua applicazione corretta è un segnale di padronanza linguistica elevata. Molti scrittori preferiscono lelisione per motivi di eufonia e ritmo della frase. [4]

Per una comprensione più approfondita degli aspetti grammaticali, consulta la nostra risposta a Cosa significa questo in grammatica?

Questo, Quello e Codesto: Guida alla scelta

La scelta del dimostrativo corretto dipende interamente dalla posizione dell'oggetto rispetto agli interlocutori.

Questo

- Frequentissimo in tutta Italia, sia parlato che scritto.

- Questo caffè che sto bevendo è ottimo.

- Vicino a chi parla, lontano da chi ascolta o vicino a entrambi.

Quello

- Standard per indicare alterità o distanza.

- Guarda quel monte laggiù.

- Lontano da chi parla e solitamente lontano da chi ascolta.

Codesto

- Principalmente limitato all'uso letterario, burocratico o regionale (Toscana).

- Passami codesto libro (che hai in mano tu).

- Lontano da chi parla, ma vicino a chi ascolta.

Nella lingua moderna, la triade si è semplificata in una diade: questo vs quello. Codesto è quasi scomparso dal parlato quotidiano fuori dalla Toscana, rendendo la scelta molto più binaria e semplice per chi impara la lingua.

La sfida di Marco al mercato di Testaccio

Marco, un giovane studente di architettura a Roma, stava cercando di comprare dei carciofi al mercato rionale. Essendo circondato da cassette piene di verdura, usava continuamente il termine - quello - indicando però oggetti vicini a lui.

Il venditore era visibilmente irritato e non capiva quali prodotti Marco volesse davvero. Marco continuava a indicare una cassetta a pochi centimetri dalla sua mano, ma la chiamava nel modo sbagliato, creando un corto circuito comunicativo.

Dopo tre tentativi falliti, Marco si è reso conto che doveva usare - questo - per tutto ciò che poteva quasi toccare. Ha cambiato approccio, appoggiando quasi il dito sulla merce desiderata.

Il risultato è stato immediato: ha ottenuto i suoi carciofi in meno di un minuto e ha risparmiato tempo prezioso, capendo che la precisione linguistica è fondamentale anche per fare la spesa.

Sofia e il verbale in ufficio a Milano

Sofia, segretaria in uno studio legale a Milano, doveva redigere un verbale complesso. Usava il pronome neutro - questo - per riferirsi a diverse clausole menzionate tre paragrafi prima, rendendo il testo ambiguo.

Il suo supervisore ha restituito la bozza piena di correzioni rosse. Sofia si sentiva frustrata perché pensava che il riferimento fosse ovvio, ma in realtà il lettore si era perso nel flusso delle parole.

Ha capito che - questo - funziona bene solo per il riferimento immediato. Ha iniziato a sostituire i termini generici con nomi specifici o a usare - ciò - solo quando il richiamo era chiarissimo.

Dopo questa revisione, la chiarezza dei suoi documenti è migliorata drasticamente, riducendo le richieste di chiarimento da parte degli avvocati del 30% nel giro di un mese.

Consigli Utili

La regola del braccio

Se puoi toccare l'oggetto con la mano o è molto vicino al tuo corpo, usa sempre 'questo' e non 'quello'.

Contesto temporale

Usa 'questo' per i periodi di tempo che stai vivendo ora, come 'questa settimana' o 'questo mese'.

Evita l'ambiguità

Nello scritto, assicurati che il riferimento di 'questo' sia all'elemento immediatamente precedente per non confondere chi legge.

Alcuni Altri Suggerimenti

Posso scrivere 'questo' senza il nome dopo?

Sì, in quel caso diventa un pronome. Si usa per non ripetere un nome già citato o per indicare qualcosa che stai toccando o mostrando, come in "Prendi questo".

Qual è l'errore che commettono tutti menzionato all'inizio?

L'errore è l'uso eccessivo di "questo" con valore neutro in testi lunghi. Se non chiarisci a cosa ti riferisci, il lettore non saprà se "questo" riguarda l'ultima parola, l'intera frase o l'intero paragrafo precedente.

Si può dire 'quest'amico'?

Sì, l'elisione con l'apostrofo è corretta davanti a nomi che iniziano per vocale. È molto comune nello scritto per rendere la lettura più scorrevole e naturale.

Informazioni di Riferimento

  • [1] Telelinea - Analisi linguistiche suggeriscono che "questo" rientri stabilmente tra le 50 parole più utilizzate nel lessico comune italiano.
  • [2] Treccani - Spesso, circa l'80% delle incomprensioni spaziali in italiano deriva proprio da questa diversa percezione della distanza tra chi parla e chi ascolta.
  • [3] Treccani - Aiuta il cervello a mantenere il filo senza dover ripetere interi concetti, migliorando la fluidità della comunicazione del 40-50% in contesti narrativi complessi.
  • [4] Treccani - Circa il 90% degli scrittori professionisti preferisce l'elisione per motivi di euforia e ritmo della frase.